Indennizzo diretto, gli avvocati ricorrono a Bruxelles

Su questo blog arrivano attraverso le consultazioni dei motori di ricerca, ricerche inerenti l’ Indennizzo Diretto. Di questa novità introdotta questo anno e già tanto vituperata dalla forze politiche che sono in aria di modifica della norma, si mettono in fila pure gli avvocati, categoria che più di tutti è stata tagliata fuori dalla nuova procedura. Per rivendicare un loro “sacrosanto” diritto si rivolgono alla Corte Europea, cioè a Bruxelles.

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Pubblico un articolo apparso su un Blog dell’avvocato Mauro Mazzoni che difende le posizioni della sua categoria.

Gli avvocati dell’A.Gi.For. non hanno dubbi: l’obbligatorietà dell’indennizzo diretto è un passo indietro nella strada delle liberalizzazioni. L’associazione ha depositato presso la Commissione Europea un esposto con richiesta di avvio di una procedura d’infrazione contro lo Stato italiano per violazione dell’art. 4 della direttiva 2005/14/CE.

L’obbligatorietà dell’indennizzo diretto induce il danneggiato a rivolgere le pretese risarcitorie unicamente alla propria compagnia, sia nella fase stragiudiziale che in quella giudiziale, con una palese violazione del codice civile. Inoltre la nuova normativa viola il diritto di uguaglianza davanti alla legge, dato che le procedure variano a seconda che il danneggiato sia conducente, trasportato, pedone o ciclista.

L’avvocato Mauro Mazzoni fa notare inoltre che

“esiste una sentenza della Cassazione del 2005 che ha stabilito il diritto del cliente di farsi assistere da un legale di fiducia a spese dell’assicurazione, in base al principio della disparità dei mezzi tra la compagnia ed il danneggiato”.

“Inoltre un provvedimento che limita la scelta del danneggiato non può in alcun modo essere considerato a favoredelle liberalizzazioni”.

Infine gli avvocati, concentrando la loro attenzione sulla direttiva 2005/14/CE, nella parte in cui dice:“Gli stati membri affinchè le persone lese a seguito di un sinistro possano avvalersi dell’indennizzo diretto…”

rilevano che l’utilizzo del termine “possono” in luogo di “devono” chiarisce quale fosse la ratio della norma europea: garantire che in tutti gli stati membri fosse prevista la duplice procedura. Quindi l’Italia era già allineata alla direttiva in quanto già da tempo nel nostro paese era prevista la possibilità di chiedere il risarcimento alla propria compagnia oltre che alla compagnia di controparte. Paradossalmente, a seguito dell’entrata in vigore della nuova normativa, che prevede l’obbligatorietà dell’indennizzo diretto, l’Italia non è più allineata alle direttiva 2005/14/CE.

Come potrete notare una querelle da non poco, sicuramente il sistema doveva essere maggiormente equilibrato, soprattutto a tutela del consumatore e non solo verso le compagnie di assicurazione che con i loro mezzi finanziari e di lobby riescono comunque sempre a spuntarla

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Pubblicato il 13 settembre 2007 su Ania, Assicurazioni, Bonus Malus, Classe Universale, Codice delle Assicurazioni, Giurisprudenza, Incidenti, Indennizzo diretto, Legale, Sentenze, Sicurezza stradale. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. L’Adusbef fino ad oggi ha difeso a spada tratta l’indennizzo diretto e attaccato, con toni a dir poco offensivi, i professionisti che tutelano le Vittime della Strada.

    Ora, con grave ritardo, l’ineffabile associazione si rende conto che il problema dei costi delle polizze è dovuto in gran parte alla struttura del mercato assicurativo italiano che, confrontato con altri mercati europei, risulta concentrato sostanzialmente su quattro operatori e non consente, quindi, una adeguata competizione tra imprese.

    Questa è una tesi che sosteniamo da anni e che le principali Associazioni dei Consumatori hanno preferito sin qui ignorare facendosi invece paladine di provvedimenti che, sin dal 2001, con cadenza annuale, hanno contribuito a erodere i risarcimenti alle Vittime della Strada contribuendo a far esplodere i profitti delle compagnie, come peraltro rilevato puntualmente dalla stessa Adusbef.

    L’indennizzo diretto obbligatorio per legge, peraltro, non può che consolidare l’assetto oligopolistico del mercato assicurativo italiano.

    Chi credeva, come credeva la Presidenza dell’Adusbef, di risolvere i problemi dei costi delle polizze scimmiottando la Francia (dove l’indennizzo diretto è però frutto di una convenzione tra le tante imprese assicuratrici e non di un provvedimento legislativo), è responsabile del sostegno “politico” dato ad una procedura che lascia i danneggiati in balia delle assicurazioni e migliaia di patrocinatori senza lavoro e dovrebbe pertanto trarne le necessarie conclusioni.

    Bisogna però osservare che nella penisola italica, escludendo il Vaticano e alcuni senatori, pare che le ultime cariche a vita siano quella di Presidente di una associazione dei Consumatori.

    Basta verificare da quanto tempo, nonostante i gravi errori commessi e i tanti ingiustificabili accordi con le assicurazioni, sono saldamente ancorati alla poltrona i Presidenti delle Associazioni più importanti per rendersene prontamente conto.

    Non è forse l’ora di un radicale ricambio?

    http://www.stefanomannacio.it/2007/08/28/clamoroso-ladusbef-dopo-aver-difeso-lindennizzo-diretto-ora-si-rende-conto-di-avere-sbagliato-le-sue-analisi/

  2. Carissimo Stefano, ti ringrazio di partecipare al mio blog. Trovo molto interessanti i tuoi articoli che pubblichi sul tuo blog.
    Grazie del tuo prezioso contributo sull’ indennizzo diretto.
    Da agente di assicurazioni, devo testimoniare come quanto tu dica nel tuo commento ci sia del vero non al 100% bensì oltre.
    L’ articolo tratto dall’ Agente di Assicurazione che parla delle liberalizzazioni e del plurimandato evidenzia come le compagnie siano radicate sulle loro posizioni, ormai superate ed obsolete, quasi fuori da ogni contesto di libero mercato.
    Sono ancora abituate a vessare i “nostri” clienti che chiedono “servizi” efficienti e moderni. Questo le compagnie non riescono a farlo, perchè troppo preoccupate ai loro bilanci da cui cola sempre maggior grasso e meno a produrre prodotti e servizi in linea con i nostri colleghi europei.
    Le associazioni dei consumatori, poi non sono riuscite a ad uscire dal loro “orticello” e parlando di liberalizzazioni si sono mostrate molto liberiste , semprechè queste liberalizzazioni mettano in discussione gli interessi degli altri.
    Io da agente professionista sono contento di questo decreto che ha liberalizzato la mia professione estendendola al plurimandato, verifico però che quotidianamente nello svolgimento del mio lavoro, le compagnie continuino a pressare in modo regolare e costante le loro reti a raccolta di polizze vita e danni, ma si preoccupano ben poco degli interessi dei loro assicurati, ai quali però Bersani ci ha affidato un compito gravoso: la consulenza e l’assistenza. Altro che customer satisfation del compagnie.
    Grazie ancora Stefano del tuo prezioso contributo e a presto su AcCresco.

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