Si commenta nei Blog, Indennizzo diretto

cidbigqs6.gifCari amici di AcCresco, vi riporto l’articolo che ho trovato su un blog “Sblogghiamo” a cui vi rimando tramite il link che commenta l’ Indennizzo Diretto.

L’ ho trovato molto interessante e lo pubblico per voi

La rivoluzione del risarcimento è partita. Le associazioni dei consumatori hanno vinto: l’indennizzo diretto è legge. Dimenticatevi l’art. 2054 c.c.: il principio secondo cui “Il conducente di un veicolo senza guida di rotaie è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno” non troverà più applicazione, o meglio, non troverà applicazione nella maggior parte dei sinistri che si verificano quotidianamente.

Vediamo di capire meglio: senza scendere negli inutili tecnicismi basti dire che dal 1° febbraio 2007 chiunque rimanga coinvolto in un incidente stradale e non ne sia responsabile o ne sia solo parzialmente responsabile, dovrà richiedere il risarcimento dei danni subiti non all’assicurazione del dannneggiante ma alla sua assicurazione. Questa potrà successivamente rivalersi sulla compagnia del danneggiante, seguendo delle procedure interne. Questa rivoluzionaria normativa non troverà applicazione per i sinistri verificatisi al di fuori del territorio nazionale, o che abbiano coinvolto più di due vetture o un ciclomotore non munito della nuova targa o per quei sinistri che abbiano causato danni fisici gravi, con una invalidità a carico dei conducenti o dei trasportati superiore ai 9 punti percentuali. In pratica, la vecchia procedura CID ora diventa obbligatoria.

Lo scopo della normativa è quello di rendere le procedure di indennizzo molto più celeri, abbassare i costi di gestione dei sinistri, far diminuire le cause avanti ai Giudici di Pace ed arginare il fenomeno delle truffe, particolarmente diffuso in alcune zone d’Italia.

A seguito di incidente stradale il danneggiato dovrà redigere e firmare il modulo blu, inviarlo a mezzo raccomandata insieme ad una richiesta di indennizzo alla propria compagnia di assicurazione ed attendere. L’assicurazione dovrà formulare una congrua offerta nel termine di:

  • 30 giorni nel caso che il modulo blu sia stato sottoscritto da entrambi (danneggiante e danneggiato);
  • 60 giorni nel caso che il modulo blu sia stato sottoscritto solo dal danneggiato;
  • 90 giorni nel caso che il danneggiato abbia riportato anche lesioni personali (entro i 9 punti di invalidità);

Questi termini decorreranno a partire dalla ricezione della richiesta. Attenzione: la richiesta di indennizzo dovrà essere completa e corredata di tutti i documenti necessari affinchè l’assicurazione possa formulare la congrua offerta. In caso contrario, verrà richiesta al danneggiato una integrazione ed i termini per la formulazione dell’offerta (30,60,90 giorni) ricomincieranno a decorrere dalla data della ricezione dell’integrazione. Il meccanismo, contrariamente a quanto vogliano farci credere, diventa più complesso di prima, in quanto:

  • la compilazione della richiesta di indennizzo, (cd. messa in mora) ora più di prima, richiede delle specifiche conoscenze in materia;
  • il danneggiato non potrà farsi assistere da un professionista di fiducia.

O meglio, potrà farsi assistere ma a sue spese, in quanto in questa fase i costi di assistenza tecnica e legale non saranno più riconosciuti dalla compagnia.

Viene da chiedersi:

chi assisterà il cittadino rimasto vittima di un incidente stradale?
La norma prevede che il danneggiato venga assistito tecnicamente e legalmente dal suo agente assicurativo. In pratica chi ci deve risarcire ci deve anche tutelare. Equivale a dire: il condannato a morte si occupi di predisporre il patibolo. E’ evidente che c’è qualcosa da rivedere in questo meccanismo. Il danneggiato non può restare in balia di un’assicurazione, neanche della propria. Deve essere riconosciuta al cittadino una forma di tutela. Le agenzie di assicurazione non hanno personale qualificato ed, in ogni caso, l’agente nella sua opera di assistenza al danneggiato d’ora in poi sarà chiamato, al tempo stesso, a tutelare gli interessi del suo cliente danneggiato e quelli della società assicurativa che rappresenta. Questo è un paradosso!

Adesso la solita sfilza di quesiti:

chi conosce il mondo assicurativo sa che le compagnie non si sono mai distinte per la celerità nella liquidazione dei danni. Come potrà cambiare tutto da oggi in avanti?

E cosa succederà nei frequenti casi di contestazione?

I cittadini attenderanno invano la congrua offerta?

I costi delle polizze scenderanno? Di quanto?

L’isvap ha dichiarato che a regime le polizze scenderanno del 5% (ma di quanto erano aumentate prima?) , L’ANIA ha precisato che bisognerà verificare se ci saranno i presupposti. A Napoli un neopatentato per assicurare una milledue a benzina fino a ieri pagava circa 3000,00 euro.

A regime se tutto andrà secondo le previsioni quanto pagherà? 2850 euro? Se è così ne sarà valsa la pena?

Il Governo canta vittoria e dice che già tra un mese comincerà a vigilare, le associazioni dei consumatori esultano.

Ma i consumatori avrammo mai motivo di essere soddisfatti?

Fonte: Sblogghiamo By gughi 

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Pubblicato il 14 settembre 2007 su Ania, Assicurazioni, Ciclomotori, Cid, Codice della Strada, Codice delle Assicurazioni, Consulenza, Incidenti, Indennizzo diretto, Isvap, Pedone, Rc Auto, Sentenze, Sicurezza stradale. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Panorama Economy, il magazine di finanza ed economia di Mondadori, a seguito della nostra critica e richiesta di dimissioni della presidenza dell’Adusbef (qui) ci ha concesso una intervista. Uniamo qui l’articolo dal titolo “Ma il premio continua a correre“, dove Elio Lannutti, presidente dell’Associazione, replica alle critiche continuando a insultare la categoria dei patrocinatori con accuse che sfiorano il delirio e peraltro superate dall’introduzione dell’indennizzo diretto, che, al contrario delle sue stesse previsioni, non non solo non ha garantito, a tutt’oggi, mirabolanti riduzioni tariffarie ma ha lasciato i danneggiati in balia delle Compagnie, professionisti e dipendenti di studi professionali a rischio disoccupazione e gli assicurati alle prese con aumenti dei prezzi delle polizze. Un bel risultato, non c’è che dire, di cui il Lannutti pare continui a vantarsi. Continueremo a monitorare la situazione nell’auspicio, forse vano, che qualche associazione dei consumatori abbia il coraggio di ammettere gli errori commessi nel sostenere acriticamente la nuova normativa, apice di una dissennata politica di accordi, concertazioni e protocolli di intesa con le compagnie assicuratrici. Siamo sempre pronti a recapitare un cilicio a Landi dell’Adiconsum, Trefiletti di Federconsumatori, Rienzi del Codacons, Longo del Movimento Consumatori.
    http://www.stefanomannacio.it/2007/09/07/un-nostro-intervento-su-panorama-economy-crescono-le-polemiche-sullindennizzo-diretto/

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